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Si sprecano i commenti, talvolta anche autorevoli, che descrivono l'Invalsi come entità “buona e giusta”, ciò dopo che il governo ha fatto sapere di voler differire l'entrata in vigore dell'obbligatorietà dei quiz a crocette quale requisito per accedere all'esame di maturità
. Nessuno dei commentatori si sofferma sul fatto che l'Invalsi è forse l'unico ente pubblico in Europa che basa una parte consistente delle sue attività sul caporalato, il dramma negli ultimi anni è rimasto circoscritto nella scuola primaria. Spesso i docenti vengono indotti, con metodi assai spicci, a svolgere gratis un certosino lavoro di data entry a favore dell'ente Invalsi del quale non sono dipendenti. Certi dirigenti scolastici, anche loro non dipendenti dell'Invalsi, reclutano coattivamente insegnanti per questo lavoro di bassa manovalanza, ciò senza che mai nessuno dei diretti interessati abbia mai avuto il coraggio di segnalare l'abuso all'Ispettorato del lavoro o alla Procura della Repubblica, il timore di ritorsioni evidentemente è forte. Il problema prima era diffuso anche nelle scuole di 2° grado ma dopo l'informatizzazione delle prove, almeno in quell'ordine di scuola, le minacciose richieste sono un amaro ricordo del passato. Solo in qualche caso si riesce a pagare con il fondo d'Istituto o a compensare con recuperi orari. Parlano di misurazione degli apprendimenti praticando il lavoro nero o lo sfruttamento dentro la scuola, questo andamento delinquenziale sarebbe un esempio da dare agli alunni? 
La Gilda di Parma e Piacenza ha anche chiesto una contrattazione decentrata, in mancanza di una nazionale, con l'Invalsi ma il colloquio con i sindacati e la remunerazione del lavoro pare non essere propria di chi pretende di “misurare” la scuola. 
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda Parma e Piacenza