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Due dipendenti del Ministero dell’Istruzione, quali i dottori Pier Paolo Eramo e Guido Campanini, tramite il quotidiano locale Gazzetta di Parma hanno espresso alcune considerazioni relative ai docenti della scuola statale che vorremmo puntualizzare: gli insegnanti non “piovono dal cielo” ma sono inseriti in graduatorie di merito dove il punteggio è attribuito sulla base di titoli ed esami, un criterio logico che ad alcuni evidentemente non piace; per quanto riguarda ii docenti di sostegno agli alunni disabili, evidentemente è poco noto che essi semplicemente mancano, quest’anno nel territorio della provincia di Parma non si sono potuti coprire tutti i posti in ruolo per mancanza di candidati, ciò comporta che ci si arrangia con docenti che si rendono disponibili presi “in prestito” da altre materie e già per questo andrebbero ringraziati; il fatto che si stiano reclutando gli insegnanti ad anno scolastico iniziato è dovuto a certi dirigenti dell’Amministrazione, la stessa di cui Eramo e Campanini fanno parte, i quali hanno fissato come termine ultimo il 10 settembre per inserire nelle graduatorie un nuovo titolo, lavorare una mole di dati enorme a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico e con gli uffici vuoti di personale (mancano anche gli amministrativi!) ha fatto slittare tutto. Purtroppo non tutti i dirigenti sono efficienti.

 Quanto all’assegnazione del personale scolastico alle sedi tutte le opinioni sono lecite e rispettabili, però nessuno ha mai chiarito quali sono gli imperscrutabili criteri di assegnazione dei dirigenti scolastici ai singoli istituti, una categoria la cui valutazione per legge è fatta tra colleghi. Per giunta in Emilia Romagna i dirigenti scolastici vengono valutati positivamente quando nella scuola che dirigono i professori non bocciano, così è scritto in un provvedimento emesso in agosto dall’Ufficio Scolastico Regionale, ente che conferisce ai dirigenti delle scuole la premialità (“indennità di risultato”) a pioggia. Loro che vorrebbero valutare gli altri sono i primi a non essere valutati.

I dirigenti che vorrebbero “chiamare direttamente” i docenti sono gli stessi che non vengono scelti dalle scuole in cui vanno ad operare. Individuare il dirigente che sappia meglio interpretare l’azione didattica proposta dal Collegio dei Docenti del sngolo istituto dovrebbe essere deciso dagli stessi insegnanti, come avviene nelle Università. Purtroppo anche noi insegnanti, parte maggioritaria degli operatori scolastici, spesso ci vediamo “piovere dal cielo” certi dirigenti che non sono efficaci al successo formativo degli alunni ed al benessere lavorativo.

Inoltre vorremmo ricordare ai signori dirigenti Eramo e Campanini che loro quali dipendenti pubblici, stando alla legge, possono rilasciare pubblicamente dichiarazioni relative alla loro Amministrazione solo in esercizio dei diritti sindacali, prima di fornire esternazioni in ordine all’organizzazione scolastica sono stati autorizzati dal loro diretto superiore che è il Direttore Scolastico Regionale?

Salvatore Pizzo

Coordinatore Gilda degli Insegnanti Parma e Piacenza